01
mar
archiviato sotto: politica
"La crisi, dal punto di vista formale, è risolta. Massimo D’Alema aveva detto che se la sua politica estera non fosse stata approvata sarebbero andati tutti a casa. Ci sono andati per un fine settimana, poi sono tornati, tutti ai loro posti, D’Alema compreso. Però il governo identico a quello precedente non è politicamente lo stesso di prima. L’autosufficienza è come la verginità, una volta persa non la si ricostruisce, se non attraverso simulazioni della chirurgia plastica, ed è proprio a qualcosa del genere che il centrosinistra è costretto a ricorrere. Dal programma di 280 pagine si è passati alla cartellina striminzita dei 12 punti “impegnativi”, che è quasi una sconfessione generale di quel torrenziale documento preelettorale. In quello erano elencate quasi solo abolizioni di tutta o quasi la legislazione del centrodestra, si salvava solo la patente a punti. I 12 punti, invece, sono quasi tutti basati sulla conferma, almeno nella sostanza, di quelle scelte “berlusconiane”, dalle pensioni alla Tav, dall’Afghanistan ai rigassificatori. Dell’abolizione della legge Biagi non si sente più parlare, sui Dico il premier invita caldamente le sue ministre competenti a non creare allarme".
(La mia crisi – di Sergio Soave)
Il Foglio, 28 febbraio





la crisi non e’ per niente risolta,anzi…con questi numeri e’ solo una lunga agonia.Io mi chiedo solo come si scelgano i senatori, da parte dei partiti ,per poi ritrovarsi in queste situazioni.A parte l’orientamento politico che mi vede dalla parte opposta dell’amico Codiglio,cosi’ il paese e’ ingovernabile.
Finalmente un ragionamento da persona equilibrata e non da apparato di partito stalinista! Bravo! La vittoria dei granata ha avuto effetto.
E’ dal 10 aprile che penso sia cosi.
hai una marcia in più….
E che non mi fido degli estremisti…
e vuole sempre avere l’ultima parola…
D aquando hai l’influenza sei una lagna!!!!!…..Chiudi tu questo argomento.
ultima parola….