Questa settimana ha aperto la stagione il ristorante più famoso del mondo, El Bulli di Ferran Andrià. Stafano Bonilli ci è prontamente andato, una settimana dopo Blumenthal, e ha fatto un bellissimo articolo, la cui prima puntata è qui.
Peccato solo che per i comuni mortali come il sottoscritto è quasi impossibile andarci, la stagione finisce il 20 dicembre e per prenotare bisogna mandare una mail con praticamente zero speranze di venir contattati, le richieste da tutto il mondo sono in quantità largamente superiore alla disponibilità, anche dando la disponibilità da oggi fino al 20 dicembre, lasciando scegliere a loro il giorno e l’ora…. niente da fare, rimane un sogno.





Meglio, almeno non ti fai intossicare.
Vai a nome mio…..
Ok, provo.
Alla fine il blog te lo ha sistemato Maurizio… Manco lo sapevo…
Se l’ho chiesto a te!!
Poi, più che sistemarlo, l’ha fatto tutto lui.
Alle idiozie di cui sopra, sul rischio di intossicazione dal genio assoluto Ferran Andrià, idiozie pari a quelle degli americani che hanno buttato giù le torri gemelle oppure ai discorsi qualunquisti ed ignoranti di gente come Grillo e Di Pietro lascio la risposta a Davide Bonilli:
“…ho sentito le più atroci banalità su questo o quel ristorante e sempre da molti di loro ho sentito la battuta, ormai agghiacciante e fantozziana “Vuoi mettere una buona pasta e fagioli!!!”.
Questo equivale a uno spettatore che va a un concerto e ascoltando la Sinfonia n.7 di Bruckner sbotta in un “Vuoi mettere la Marcia trionfale dell’Aida”.
E’ tutta musica, si potrebbe dire, ma si potrebbe anche dire che per certa musica ci vuole un minimo di preparazione culturale e lo stesso discorso vale per il cibo, i piatti, i cuochi, i ristoranti.
Tutti mangiano ogni giorno, questo non vuol dire che tutti sappiano mangiar bene e non vuol neppure dire che tutti sappiano capire e quindi gradire una cucina d’avanguardia.
Perché di questo stiamo parlando, di cucina d’avanguardia.”
Prenotato a nome mio?
Niente da fare, riproverò nel 2010.
Devo riuscirci.