Casa Codiglio

il blogghetto di Luca Colombo – Après moi le déluge
22
feb
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Delirante puntata del programma condotto dal bravo Riccardo Iacona su Raitre ieri sera riguardante la ricostruzione del dopo terremoto a L’Aquila.

Non entro nel dettaglio, dico solo che han fatto vedere questa povera gente abruzzese entrare a ottobre 2009 (5 mesi dopo il terremoto) in case nuove con dentro praticamente tutto, dalle lenzuola alle posate alle tovaglie.

Ma il bravo giornalista ha fatto passare soltanto il messaggio della disperazione di queste persone, che malgrado la sistemazione più che dignitosa in tempi oggettivamente record, sembravano andare al patibolo.

Sebbene capisca perfettamente il trauma di essere catapultati magari a 20 chilometri dalla propria casa (inagibile), la cosa che è passata, invece, è l’incredibile efficienza di chi ha organizzato tutto questo in 5 mesi, malgrado gli intendimenti di questo programma fossero opposti, una cosa a dir poco stupefacente, abituati come siamo in Italia ad uno Stato elefantiaco con tempi secolari, uno stato che non era neppure capace di portar via l’immondizia dalle strade di Napoli.

Aggiungo che mi sarebbe piaciuto vedere che programma avrebbero allestito nel caso questa gente fosse stata ancora nelle tende o nei container, come siamo stati abituati a vedere nel passato.

Le immagini di ieri sera personalmente mi ha fatto sentire orgoglioso di questo Stato, un ennesimo clamoroso autogol della tv di sinistra, quella pubblica, quella nelle mani del dittatore; e Annozero fa un programma intero sui massaggi a Bertolaso; ridicoli e scandalosi.

21
feb
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Vittorio Feltri:

“Marco Travaglio, dopo la crisi isterica che lo ha colto giovedì ad Annozero, ha inviato una lettera a Michele Santoro, lagnandosi con lui per la brutta piega che ha assunto il programma del quale egli è ospite fisso col compito precipuo di parlare male degli assenti. La brutta piega consiste nel fatto che per la prima volta, in studio non c’erano i soliti tappetini su cui Travaglio si pulisce le suole indisturbato, ma un paio di colleghi (Nicola Porro e Maurizo Belpietro ndr) che hanno fatto ciò che altri non osano: ridergli in faccia e ricordargli un paio di peccatucci di cui si è macchiato in passato, che non gli consentirebbero di salire sul pulpito e sputare sentenze contro chi non è peggiore di lui.”

Libero:

Giovedì sera la puntata di Anno Zero aveva regalato emozioni. Erano da poco passate le 22, quando il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, e il vicedirettore de Il Giornale, Nicola Porro, stanno vincendo a punti nel difendere Bertolaso. Travaglio, infatti, ad un certo punto lo ha definito “incapace assoluto”, si rende conto di aver fatto un clamoroso autogol e cerca di rimediare. Senza successo.
“No, no, Maurizio, intendevo un’altra cosa”…
Ma l’apice della serata viene raggiunto quando Travaglio, messo a nudo, non si trattiene e urlando minaccia di lasciare lo studio.

Come mai? La vicenda che i i due giornalisti rievocano di fronte al pubblico di Anno Zero è nota.

Nell’agosto del 2002, Travaglio trascorre le vacanze dormendo in un residence pagato da Michele Aiello, insieme a Giuseppe Ciuro (detto Pippo), sottufficiale della Dia. Aiello viene condannato poco dopo a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso e per aver rivelato segreti d’uffico utili a favorire la latitanza di Bernardo Provenzano. Così anche Ciuro, condannato per aver favorito delle famiglie mafiose. Travaglio dice di aver pagato di tasca propria quelle vacanze, ma il difensore di Aiello lo smentisce. “A saldare fu il mio cliente”, ha detto il legale. Insomma, per Travaglio ferie gratis, tutte spesate da un mafioso. E allora non ci si raccapezza più. Perché Marco si comporta da giustizialista con chi non sta dalla sua parte, ma poi fa il garantista con se stesso.

Secondo Travaglio se Bertolaso frequenta un centro benessere è un puttaniere conclamato. Ma se è lo stesso Marco a frequentare un mafioso, nessuno dovrebbe avere da dire alcunché. Strano modo, questo, di trattare la verità.
Travaglio usa due pesi e due misure, e non vuole che ci si occupi di lui, specie che nel farlo si adottino gli stessi metodi, lo stesso gergo e la stessa faziosità mascherata di verità.

Così l’altro giorno il moralizzatore di Anno Zero, il gioppino di Santoro, è uscito dai gangheri. E questa mattina ha scritto una lunga lettera al suo mentore (Santoro, appunto), pubblicata ovviamente come spalla in prima pagina del Fatto Quotidiano. Scrive Travaglio: “Questi giornalisti di destra non sono neanche di destra: sono di Berlusconi. Non fanno i giornalisti: recitano un copione”.

E poi, ancora: “Non hanno una faccia e dunque non temono di perderla. Non alcuno obbligo alla verità, serietà, coerenza, buonafede, deontologia. Come diceva Ricucci, fanno i froci col culo degli altri”. Questo giusto per dare al lettore di Libero un assaggio della pena poetica di Marco nostro.

Che prosegue: ” E ci tocca pure chiamarli colleghi, perché l’Ordine (dei giornalisti, ndr) non si è mai accorto che fanno un altro mestiere”. Non è chiaro a quale mestiere alluda Travaglio, ma è chiara un’altra cosa. Dopodiché pubblica un assegno con cui avrebbe pagato le ferie, ma le date non coincidono. Allora, com’è la faccenda? Basta segnalare una sola delle sue contraddizioni, per farlo impazzire. E non c’è Santoro che tenga.

21
feb
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Lo stacchetto dell’orchestra di Sanremo è tratto dal capolavoro degli islandesi Sigur Rós, l’unica musica “alta” di tutto il festivàl, ma tanto cosa lo scrivo a fare, cosa volete capire voi altri…..

20
feb

Ricorderò questa edizione disastrosa solo per questi momenti (a partire dal minuto 1′13″)

Riporto il testo integrale del lucido intervento della Nilla nazionale:

“‘bbiamo sentito qualche rssone… rssone dei fiori…dei… dei… dei fiori belissimi! Sem, sericorda: era… la grazia dei fior. Grazie dei fior, e adesso, per sempre, addio, sensa fior. Questo era… così… Poi… si poteva cadà… si poteva cat… si poteva cantare con le b… le… le… così. Io ero nel lontano e andavo nel… perché ssavo…” ecc. ecc.

19
feb

Davide (cap.) Lucio (cap.)
Markiller Robi
Marco Maurizio
Claudio Rosario
Daniele Sax
9 9
Giuocatore Pt. Giuocabili Giuocate Cap. Media
Marco 38 19 19 4 2
Alberto 35 19 18 4 1,94
Maurizio 34 19 17 4 2
Davide 33 19 19 4 1,74
Markiller 32 19 19 4 1,68
Luca 21 19 14 3 1,31
Robi 21 19 16 4 1,58
Raoul 19 19 12 4 1,21
Lucio 17 19 14 2
Daniele 11 19 7 1
Sax 10 19 6 1
Michele 10 19 16 3 0,63
Angelo 4 19 2
Michele P. 3 19 2
Piero 1 19 1
Rosario 1 19 1
Claudio 1 19 2
Fabio 0 19 1
Fabio 2 0 19 1
Sabino 0 19 3

Allego qui di seguito il commento alla partita fornitomi dal vice presidente vicario in pectore Sig. Architetto Davide Macigno:

“Partita molto divertente ed equilibrata nel nuovissimo campo del bombit, terminata giustamente in pareggio, da segnalare lo splendido gol di Daniele con una bomba da lontano telecomandata nell’incrocio dei pali.
Dopo la sirena, in soli 5 minuti, il risultato diventata 14-9 per la prima squadra, ma precedentemente Markiller aveva dichiarato che il comma 3 art.18 del regolamento decretava come risultato ufficiale il pareggio, grazie!
Partita iniziata 10 minuti dopo causa ritardo di Lucio e relativa preoccupazione dei giocatori. Negli spogliatoi, sotto tortura, lo stesso ammetteva che si era attardato per vedere la sua juventus in tv (ma non è interista?), si attendono le decisioni del giudice sportivo in merito alla questione.”

Aggiungo qualche considerazione a margine del gradito commento: Markiller in qualità di vice giudice in campo ha applicato alla perfezione il regolamento pertanto omologo il risultato a 9-9.

Stigmatizzo il comportamento di Lucio, sempre pronto a lamentarsi e pretendere posti da titolare per poi permettersi di arrivare in ritardo, al prossimo scatterà la squalifica (comunque il ragazzo è della Juve, unico lato positivo; a proposito: stiamo tornando!).

18
feb
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Nelle parole di Cristian Rocca:

“Ho ascoltato la canzone di Simone Cristicchi: be’, è davvero bella, divertente e dissacrante con quel “meno male che c’è Carla Bruni” a fare il verso (su Raiuno!) a meno male che Silvio c’è. La cosa migliore del festival, by far. Per il resto, anche stasera, come ieri, cose mai viste, mai viste nemmeno a Sanremo. La galleria degli orrori è cominciata con Il trio, non quello patriottico eliminato ieri, ma uno composto da tre pischelli presentati dalla Clerici come grandi ospiti internazionali perché hanno trascorso una settimana a Los Angeles e partecipato come comparse nell’imbarazzante video We are the world 25 anni dopo. Per dimostrare che in quello studio californiano Il trio c’era veramente, la regia ha mostrato un momento del video, l’unico in cui c’è la panoramica su tutto il gruppo di un centinaio di persone e quindi anche sui tre pischelli. Stando alle frecce appositamente aggiunte dalla regia di Sanremo, i tre erano quei puntini in ultima fila. E la Clerici: “Siete diventati star mondiali”. Roba da rimpiangere il Trio Pupo-Ema Fili-e-il-tenore-che-nel-ritornello-plagia-Over-the-rainbow.
C’era anche la regina Rania, ma non l’ho vista. Ho visto però l’altro grande ospite internazionale. E qui gli organizzatori sanremesi si sono superati perché hanno raccattato l’attrice Michelle Rodriguez, la numero sette (7) del cast di Avatar. La numero 7! Che è come invitare come deputato rappresentativo del Parlamento italiano uno tra Pino Pisicchio e Gabriele Cimadoro. La Clerici è l’unica al mondo che non ha visto il film e nel giro di pochi minuti ha detto che gli Avatar sono verdi (sono blu) e poi s’è rallegrata di vedere la Rodriguez finalmente vestita da umana e non da Avatar, senza sapere che la Rodriguez è l’unica attrice che sta in scena sempre come umana. Poi la trovatona: Clerici ha intervistato l’attrice numero 7 sdraiandosi dentro una macchina simile a quella che nel film trasferisce gli umani nell’altra dimensione. Il portellone di Antonella, però, non s’è chiuso, probabilmente a causa del push-up.
A un secondo ascolto, le canzoni dei big sono peggiorate, tranne quella di Malika (ma per merito di Malika). La più imbarazzante tra le rimaste forse è quella di Enrico Ruggeri, anche perché Ruggeri è uno che qualche buona canzone l’ha scritta, ma stavolta è stato capace di usare in una canzone d’amore la parola “inferriate” perché gli serviva una rima con le “fate” del titolo. Di buono, stasera, ci sono state l’eliminazione dei Sonorha, il gruppo che ritroveremo su tutte le Playstation, e di uno di un reality.
I cinque giovani, per la prima volta da anni, sono stati ancora più inascoltabili dei big. Un altro primato di questa edizione. Complimenti agli organizzatori.
PS
Nessun giornale si è ancora accorto dello stacchetto-plagio a danno dei Sigur Ros. Ne vogliamo parlare?”

(fonte)


Con la presente il vostro Presidente nonché fondatore, leader indiscusso e titolare del blog di riferimento, dirama qui di seguito le convocazioni per la 19° giornata del torneo di calcio a 5 “Bombatomica® 2009/2010, anche se io l’avrei chiamato Ciuccariello ma il prossimo anno si chiamerà Pappapronta (supper’s ready)” che si terrà giovedì sera al solito posto ed alla solita ora:

Fiom, Savarin, Saxophono, Inquisito, Canavese, Ninetto, Macigno, Daniele, Rosario (amico di Daniele), Claudio.

Capitani: Lucio e Davide (Canavese e Macigno)

Assenti: Gero, President, Braoulio, Pavarotto, Michele, Alberto.

17
feb
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Non ho visto neppure un minuto (non voglio fare lo snob di sinistra, è che adoro vedere il Milan prendere mazzate) ma mi fido ciecamente di quello che scrive il mitico Cristian Rocca:

“Da fan di Sanremo, dico che questa è la peggiore edizione degli ultimi decenni, sia per le canzoni orrende sia per la Clerici sia per i tempi morti dello show. Mai sentita una serie di orrori come quest’anno. A Toto Cutugno nemmeno Pannella ha avuto ancora il coraggio di staccare la spina. Non voglio nemmeno parlare delle tante mezze calzette da reality show. Il trio Pupo, Emanuele Filiberto più un tenore che nel ritornello copia malamente Over the Rainbow è puro surrealismo pari soltanto ai “suoni del futuro” che, secondo la Clerici, ci avrebbero fatto sentire i Sonohra (un gruppo da playstation che, tra le altre cose, dice beibe invece di baby). Altro momento altissimo quando, tra i big, ha cantato la figlia di Zucchero accompagnata da uno che non ho capito se fosse uno dei Nomadi o un imitatore di Zucchero. Il più sobrio è stato Nino D’Angelo. Tre le cose mezze (mezze) decenti: Povia con la solita canzone orecchiabile di Povia, anche se meno orecchiabile del solito Povia. Un Fabrizio Moro che è uguale a Povia, ma on drugs e, a proposito di “suoni del futuro”, reagge. Arisa ha presentato una canzoncina in linea con il suo personaggio, alla fine meno paradossale dei cantanti veri, accompagnata da tre travestiti (uno dei quali credo fosse Susan Boyle). Malika, naturalmente, è la più brava, ma la canzone non è all’altezza (Cristicchi non l’ho sentito). E poi c’è stato Cassano, presentato con gli onori riservabili solo ad Al Pacino e nel momento in cui non lo fanno giocare nemmeno nella Samp. I suoi aforismi però sono più profondi dei testi di Cutugno e di qualsiasi cosa dica la Clerici. La sua dichiarazione d’amore per la Nazionale non avrebbe sfigurato come ritornello del trio patriottico. Non me ne voglia il pretendente al trono, ma l’interprete ideale del pezzo sarebbe stato Toto Cutugno (prima dell’intervento dell’Associazione Coscioni)
PS
Sì, lo stacchetto di quest’anno è una versione sanremese di un pezzo dei Sigur Ros (che qualcuno avrà sentito nel trailer di Planet Earth. L’avranno detto alla Siae?”

(fonte)

17
feb
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16
feb
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(fonte)