Cari amici del giovedì, come vi ho già spiegato via sms, giovedì ci sarà alla tv la partita Indossatori di scudetti altrui – Ridentus F.C. valida per la prestigiosa Coppa Italia, la manifestazione sicuramente più importante dell’anno dopo la Coppa Uefa o come si chiama.
Pertanto il vostro Presidente nonché fondatore, organizzatore, arbitro, giudice supremo, pensatore, organizzatore, leader incontrastato, commentatore sportivo, giornalista, manager, direttore sportivo, team manager, poeta del gol, preside, docente di lingua italiana specializzato in congiuntivi per calciatori “credevo che me la passavi” ecc. ha pensato giustamente di chiedere a tutti voi se FOSTE d’accordo a spostare a mercoledì la partita del prestigioso torneo (se parlo troppo difficile ditemelo).
Ebbene: siete tutti d’accordo, solo che il campo è libero alle 20 o alle 22 ed alle 20 non ci sono per ragioni di lavoro Alberto e Roberto, quindi prenoto alle 22.
Ricordo a tutti che faccio tutto questo sebbene non sia ancora pronto a giocare per i gravi problemi di cui siete a conoscenza, ricordatevene a Natale.
Faccio anche presente che Lucio giovedì non sarebbe stato in ogni caso stato presente poiché ha intenzione di andare a San Siro coi Drughi della Juve: è matto.
Per adesso i convocati per MERCOLEDI’ 27 FEBBRAIO GENNAIO ORE 22,00 sono:
Alberto, Markiller, Marco, Robi, Maurizio, Michele, Daniele, Lucio, Davide.
Come vedete manca Raoul, quindi ne manca 1, ho chiesto a Sabino vediamo cosa mi risponde, un MONUMENTO mi dovete fare.
Christian Rocca ritorna a parlare di calcio e come al solito ha ragione.
“Il rivoltante spettacolo offerto dagli indossatori di scudetti altrui dopo la strameritata vittoria contro il Milan di ieri sera dimostra l’assoluta inadeguatezza della seconda squadra di Milano a guidare il nostro calcio. Sono ridicoli. Non ci sono altri aggettivi a disposizione. Invece che essere orgogliosi di quello che hanno fatto sul campo, e avrebbero dovuto esserlo, hanno cominciato a lagnarsi come sempre, a parlare di complotti e di altre stupidaggini a conferma del loro complesso di inferiorità. A loro il campo non interessa. Non sono sportivi. Non sanno di calcio. Vogliono vincere a tavolino anche quando non hanno avversari. Ieri sera, non hanno subito alcuna ingiustizia sportiva (semmai gli sono stati abbuonati due rigori e Snejeder andava espulso qualche minuto prima) e hanno giocato meglio degli avversari anche in dieci contro undici. La stessa cosa accade ogni domenica da circa quattro anni: vincono perché sono i migliori, vincono perché non hanno avversari e dagli arbitri sono trattati benissimo come succede sempre ai primi in classifica e ai potenti. Eppure allenatore, presidente, amministratore delegato si lamentano, interpretano il ruolo dei derelitti e blaterano di manovre occulte. La spiegazione di questo ridicolo comportamento è semplice: gli indossatori di scudetti altrui soffrono di un complesso di inferiorità e sanno che i loro incontestabili successi di questi anni nascono dalla falsificazione dei campionati nell’estate del 2006 e dai giganteschi favori ricevuti dalla federazione di Guido Rossi. Vinceranno ancora a lungo, razzieranno ancora i mercati, ma sono consapevoli che alla base c’è un vizio originale. Non lo vogliono ammettere, non possono farlo, meglio gridare al complotto.”
(fonte)
da Cerazade
Oggi sul Fatto quotidiano c’è una piccola lettera un po’ nascosta a pagina cinque firmata dal direttore dell’Ufficio stampa e comunicazione della Presidenza della Repubblica (Pasquale Cascella). In sostanza, Cascella rimprovera al Fatto quotidiano di aver riportato sul giornale la ricostruzione di un’inchiesta giudiziaria che sfiorò negli anni Novanta l’allora presidente della Camera Giorgio Napolitano e da cui l’attuale Presidente della Repubblica venne totalmente scagionato, “per difetto di qualsiasi utile elemento per il sostegno dell’accusa”. Il Fatto, in pieno spirito travaglista (traviglismo che consiste anche nel buttare merda addosso a un ex indagato anche se l’ex indagato è stato assolto), si difende dicendo di aver scritto a metà dell’articolo quanto segue: “Alla fine, l’inchiesta finirà con un’archiviazione per tutti”. Frase che, spazi compresi, occupa in un articolo lo spazio di 63 battute. Contro le 6.879 dell’intero articolo. Mica male no?
Ora, vi inviterei a una riflessione. Secondo voi se c’è una tale inchiesta che viene fatta su una tale persona e questa inchiesta racconta su questa tale persona una certa quantità di cose e questa inchiesta poi viene archiviata e la persona che finisce sotto inchiesta viene totalmente prosciolta, ecco, se mettiamo un presidente della camera viene coinvolto in un’inchiesta che poi lo scagionerà del tutto, è giusto oppure no riportare sui giornali gli elementi di quell’inchiesta? Per farla breve: se io vengo accusato di un reato che non ho commesso e se gli investigatori rastrellano qua e là su di me un certo numero di elementi indiziari (tipo un testimone o un pentito che dicono su di me qualsiasi cosa) e alla fine dell’indagine io vengo assolto da tutto, gli elementi raccolti su di me – che ogni probabilità, se sono un politico, finirebbero sul Fatto Quotidiano – sono fatti, cose vere, o sono cose non dimostrate, se non stronzate? Per me, la seconda che ho detto. Per il Fatto, invece, la prima che ho detto.
Domani tutti al corteo!
Non ho mai partecipato, nè parteciperò mai ad un corteo, che sono una roba o da comunisti o da tifosi del Toro (patelavache/mulitta).
Povera Juve, pure i cortei adesso….









