22
feb
archiviato sotto: politica
Pensateci bene. Roberto Mancini e Romano Prodi vivono esistenze parallele. Tutti e due miracolati da strane vicende nell’avvio del loro ruolo-guida, tutti e due messi a guidare una macchina più potente delle loro capacità, tutti e due bravi ad approfittare del caso e dei giudici che facevano fuori avversari e competitors, tutti e due con miti esotici come Bill Clinton o Helenio Herrera, tutti e due certamente capaci di vincere partite, magari pure sedici consecutive, finché c’è il Palermo o la Rometta come rivale.
Poi arriva il momento della verità, due pappine e tutti a casa.





beh mancini dopo le due pappine non se n’e mai andato..
era metaforico. nel senso che ne esce parecchio ridimensionato, appena esce dal ridicolo e falsato campionato italiano, prodotto dal golpe dei poteri forti, si è preso 2 pappine che pregiudicano parecchio il prosieguo. Mi pareva evidente che non fosse da prendere alla lettera…
Che buffo accostamento….e comunque hai sottointeso che i giudici erano dei comunisti e i processati delle vittime innocienti…
con tutto il rispetto, i miei post forse sono un pò troppo…. come dire …”avanti”. Se non li capite, evitate di far figure da peracottari…..
L’unica cosa che si denota da “questi tuoi post troppo avanti”e’ la frustrazione per i ladri a strisce in B e per non avere a capo del governo un nano inqualificabile
perché non ti fai un blog, invece che triturare i marroni su questo con dei post che non c’entrano un kaiser e sono solo demagogici?
Perche’ sei cosi insofferente?
sarà l’influenza…..(vediamo se anche stavolta vuole avere l’ultima parola….)