Sangue irlandese, cuore inglese
di questo sono fatto
non c’è nessuno al mondo che mi faccia paura
e nessun regime può comprarmi o vendermi
Ho sognato di un tempo in cui
essere inglesi non significhi essere nefasti,
si possa stare in piedi vicino alla bandiera, senza vergognarsi,
sentirsi razzisti o di parte
Sangue irlandese, cuore inglese
di questo sono fatto
non c’è nessuno al mondo che mi faccia paura
ed io morirò con entrambe le mani libere
Ho sognato di un tempo in cui
gli inglesi siano annoiati a morte dei Laburisti e dei Conservatori
e sputino sul nome di Oliver Cromwell
e denuncino questa discendenza dei Reali che ancora lo onorano
e lo onoreranno
PER SEMPRE
Il testo dice molto sulle convinzioni politiche, sul senso di libertà e sull’essere inglesi nel mondo, com’è stato nella storia e al giorno d’oggi. Il recente passato dell’autore (nato e cresciuto a Manchester, ha vissuto a Londra, poi si è spostato a Los Angeles, USA) è una chiara ispirazione per queste parole. Morrissey sembra non aver trovato ancora il suo paese e una bandiera che rappresenti lui e come la vita dovrebbe essere. A suo dire, gli inglesi dovrebbero un giorno guardare alla loro storia in modo differente, a cominciare da Oliver Cromwell. Il sangue di Morrissey è nella realtà irlandese, dal momento che sua madre è di Dublino, mentre suo padre di Manchester, UK. Gran parte della sua vita l’ha passata proprio a Manchester, divenuta città simbolo nell’immaginario legato al nostro autore, prima di partire per un “esilio volontario” a Los Angeles. Nel 2005 ha vissuto a Roma, dove ha registrato l’album “Ringleader Of The Tormentors” per poi tornare a vivere a Los Angeles.




