Casa Codiglio

il blog di Luca Colombo – mì non so, mì son foresto
17
feb
archiviato sotto: musica, tv

Non ho visto neppure un minuto (non voglio fare lo snob di sinistra, è che adoro vedere il Milan prendere mazzate) ma mi fido ciecamente di quello che scrive il mitico Cristian Rocca:

“Da fan di Sanremo, dico che questa è la peggiore edizione degli ultimi decenni, sia per le canzoni orrende sia per la Clerici sia per i tempi morti dello show. Mai sentita una serie di orrori come quest’anno. A Toto Cutugno nemmeno Pannella ha avuto ancora il coraggio di staccare la spina. Non voglio nemmeno parlare delle tante mezze calzette da reality show. Il trio Pupo, Emanuele Filiberto più un tenore che nel ritornello copia malamente Over the Rainbow è puro surrealismo pari soltanto ai “suoni del futuro” che, secondo la Clerici, ci avrebbero fatto sentire i Sonohra (un gruppo da playstation che, tra le altre cose, dice beibe invece di baby). Altro momento altissimo quando, tra i big, ha cantato la figlia di Zucchero accompagnata da uno che non ho capito se fosse uno dei Nomadi o un imitatore di Zucchero. Il più sobrio è stato Nino D’Angelo. Tre le cose mezze (mezze) decenti: Povia con la solita canzone orecchiabile di Povia, anche se meno orecchiabile del solito Povia. Un Fabrizio Moro che è uguale a Povia, ma on drugs e, a proposito di “suoni del futuro”, reagge. Arisa ha presentato una canzoncina in linea con il suo personaggio, alla fine meno paradossale dei cantanti veri, accompagnata da tre travestiti (uno dei quali credo fosse Susan Boyle). Malika, naturalmente, è la più brava, ma la canzone non è all’altezza (Cristicchi non l’ho sentito). E poi c’è stato Cassano, presentato con gli onori riservabili solo ad Al Pacino e nel momento in cui non lo fanno giocare nemmeno nella Samp. I suoi aforismi però sono più profondi dei testi di Cutugno e di qualsiasi cosa dica la Clerici. La sua dichiarazione d’amore per la Nazionale non avrebbe sfigurato come ritornello del trio patriottico. Non me ne voglia il pretendente al trono, ma l’interprete ideale del pezzo sarebbe stato Toto Cutugno (prima dell’intervento dell’Associazione Coscioni)
PS
Sì, lo stacchetto di quest’anno è una versione sanremese di un pezzo dei Sigur Ros (che qualcuno avrà sentito nel trailer di Planet Earth. L’avranno detto alla Siae?”

(fonte)

11 Responses to “Sanremo”

  1. Gero scrive:

    Per la prima volta in vita mia non ho visto un solo minuto di sta porcata.(anzi si.. un minuto)
    Partita…Olimpiadi…e caso vuole… ho girato sul canale rai proprio mentre c’era lo spogilarello della tipa…quindi credo di aver visto senz’altro la cosa migliore.

    :-)

    • Rossana scrive:

      ahahahhahaaahah :-)
      Io a casa ho ancora ben evidente la scia di bava lasciata da quella lumaca che ha mollato brutalmente il pc per seguire la signorina…
      Imbarazzante…:-(
      Manco la buonanott :-(
      Chissà se basterà comprar uno di quei bicchieri giganti e far tutti quei volteggi :-(
      no eh.. ;-)

  2. Gero scrive:

    Comunque a parte le battute…che cavolo c’entra sta roba con il festival lo sanno solo loro….
    Mah….

  3. Gero scrive:

    Me ne basterebbero 4 ma belle…..

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