Casa Codiglio

il blog di Luca Colombo – mì non so, mì son foresto
31
ott
archiviato sotto: musica

Gli Yes non cambiano mai.
Malgrado l’età non proprio da rockstar ricominciano un tour negli Usa, dove sono ancora richiestissimi.
Solo che qualche mese fa il cantante fondatore Jon Anderson giunto alla bella età di 64 anni si sente male ed a momenti ci lascia la ghirba.
Allora anche il tastierista Rick Wakeman, idolo della mia gioventù (famosissimo in Inghilterra come attore e conduttore televisivo brillante oltre che scrittore, oltre che musicista ecc.) decide di non partecipare.
Cosa decidono di fare i superstiti Steve Howe, Chris Squire ed Alan White quando il tour è già organizzato?
Chiamano il talentuoso figlio di Wakeman, Oliver e il cantante dei Close To The Edge, la più famosa tribute band degli Yes (pure loro canadesi!!! come i Musical Box, i cloni dei Genesis!), tal Benoit David a sostituire Anderson.
Anderson si incappera di brutto e scrive sul suo sito che lo considera un grave sgarbo, poi smentisce tutto (come Silvio) però il gruppo non potrà presentarsi come Yes ma come In The Present…. mah.
La telenovela degli Yes e le guerre intestine penso che finiranno solo quando schiatteranno, è dagli anni ’70 che fanno ‘sti casini.
Malgrado tutto se venissero a suonare in Italia ci andrei di sicuro, mi porto pure Gero che quando abitava sopra di me mi faceva diventare scemo col pianoforte a fare i pezzi di Wakeman, ma io non capivo ancora…

Eccoli qua sotto (peccato che audio e video non siano ben sincronizzati) nella formazione tipo nel momento di massimo splendore (1977, "Wonderous Stories" da "Going for the One", capolavoro assoluto, Gero non ti commuovere…), mentre esplodeva in tutto il mondo la musica punk loro "frillavano" così, nel loro mondo a sè stante, con la voce di Anderson che sembrava arrivare da un altro mondo…
Quante volte avrò ascoltato ‘sto pezzo? Due o tre milioni e mi vengono sempre i brividoni. E il video? Uno dei primissimi che passavano in tv, guardavo incantato le mani di Wakeman sui tasti, ma come li faceva andare? Ancora adesso mi sorprende. E quello strumento iniziale di Howe? La "vachalia", per non parlare del tocco sul chitarrone jazz alla fine. Grandissimi.

One Response to “YES sempre uguali”

  1. GeroMerella scrive:

    “poi smentisce tutto (come Silvio)”

    LOL CAPOT!!!!

    Ok ci vengo…anzi vado a fargli le foto…

    :-) )

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