Casa Codiglio

il blog di Luca Colombo – mì non so, mì son foresto
09
dic
archiviato sotto: calcio

Ecco cosa scrive il deejay Linus sul suo blog:

Bye Bayern

Avevo già pronto un bel post molto ciccio, molto natalizio, con tanto di rituale foto dell’albero di Natale, ma era destino che continuasse, se non la metafora, quantomeno il riferimento calcistico. Per fortuna non sono un tifoso di quelli che ci perdono il sonno, ma ieri sera si è ufficializzato quello che in cuor nostro noi gobbi già perfettamente sapevamo: la strada è ancora lunga. Sotto tutti i punti da vista. Una grande squadra di calcio è un progetto che ha bisogno di anni per crescere, di figure che sappiano tracciare una strada e di attori che la sappiano percorrere. Invece cambiamo un allenatore all’anno, tutti peraltro assolutamente precari, visto che dopo i Mondiali tornerà il Messia, e continuiamo a comprare giocatori senza nessuna logica. Anzi, sempre con lo stesso metodo: il borsellino cucito fino all’ultimo giorno di mercato e poi il botto: Thiago, Poulsen, Felipe Melo e simili. Oppure vecchie glorie, possibilmente reduci dai Mondiali di Berlino. Ma qui diventiamo troppo tecnici e non voglio fare il mestiere degli altri. Però una squadra così senza senso in tanti anni non l’avevo mai vista. Senza senso e senza gambe, capace di correre per una partita e poi puntualmente impalata in quella successiva. Usciamo dalla Champions con la coda fra le gambe, due miseri goal segnati in 180 minuti a una squadra di Haifa che non avevo mai sentito prima e una lunga sequenza di schiaffi da Bordeaux e Bayern Monaco. Che, per inciso, fino a ieri era la barzelletta di Germania. Fine dello sfogo. Ma non delle figure di merda, temo.

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